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Cronicae Sancti Benedicti Casinensis

Edizione critica con traduzione a cura di Luigi Andrea Berto. Con un'appendice di Walter Pohl

Ril.  pp. LVI-87, € 38
CollanaEdizione Nazionale dei Testi Mediolatini, 15
SottocollanaSerie II, 07
anno2006
isbn88-8450-192-X
Disponibilitàdisponibile
  
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Il nono secolo fu per l'Italia meridionale un periodo tanto cruciale quanto travagliato. Esso infatti, oltre a registrare la dissoluzione dell'unità politica dei Longobardi del principato di Benevento, sperimentò l'espansionismo dei musulmani, che, approfittando della debolezza dell'impero bizantino e delle lotte intestine tra signori locali, riuscirono a conquistare la Sicilia e a creare alcuni potentati nel Sud della Penisola. Sfruttando queste basi, essi imposero tributi agli abitanti dell'Italia meridionale e spesso organizzarono contro di loro rovinose incursioni (la più famosa giunse, nell'846, fino a Roma). Al pari di altre istituzioni monastiche, l'abbazia di Montecassino non rimase immune da tali aggressioni: le sue numerose ricchezze e la crisi politica e militare dei Longobardi la rendevano infatti un bersaglio estremamente appetibile per i musulmani, che saccheggiarono e distrussero il monastero di San Benedetto nell'883. Le Cronicae Sancti Benedicti Casinensis, probabilmente composte tra gli anni sessanta e settanta del nono secolo, rappresentano una fonte preziosa per comprendere questo periodo perché, esulando da una prospettiva esclusivamente monastica, delineano la storia del Meridione d'Italia, illustrando le ragioni della crisi sperimentata dai Longobardi in quegli anni.
     
     
         
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