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Giannozzo Manetti

De terremotu

A cura di Daniela Pagliara

Ril.  pp. XVIII-250, € 54
CollanaIl Ritorno dei Classici nell'Umanesimo, IV.8
SottocollanaStoriografia umanistica, 08
anno2012
isbn978-88-8450-492-0
Disponibilitàdisponibile
  
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Il De terremotu di Giannozzo Manetti (1396-1459) possiede un interesse rilevante non solo sul piano della letteratura e della riflessione teorica umanistica, ma anche su quello più prettamente storico-scientifico. La scrittura manettiana nasce, infatti, come disamina del catastrofico sisma del dicembre 1456 che colpì il Regno di Napoli, durante la dominazione di Alfonso d'Aragona, e di cui Manetti fu testimone in prima persona. Si trattò di uno degli eventi sismici, storicamente noti, più gravi che abbia colpito la regione appenninica, avendo provocato la morte di oltre 30.000 persone. L'opera, divisa in tre libri, riporta nel primo le teorie elaborate da poeti, storici, teologi, astrologi e fisici circa la natura e le cause dei terremoti; nel secondo troviamo un elenco dei principali eventi sismici verificatisi in area mediterranea ed europea, a partire dalle origini fino al 1456; infine, nel terzo ed ultimo libro, si tramanda la registrazione dettagliata e minuziosa dei danni materiali e del numero dei morti registrati
     
     
         
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