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Claudia Villa

La protervia di Beatrice

Studi per la biblioteca di Dante

Ril.  pp. XVIII-294, € 58
CollanaTraditio et renovatio, 04
anno2009
isbn978-88-8450-344-2
Disponibilitàdisponibile
  
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Intitolando «commedia» la propria opera, Dante poté sperimentare le molte possibilità di questo genere letterario. Le interpretazioni proposte dalla scuola medioevale, nello sforzo di definire il livello stilistico umile e volgare, con il ricorso alle regole elaborate nei commenti all'Ars poetica di Orazio, fornirono a Dante materia di riflessione e di confronto, talora polemico. Pertanto la Comedia può essere letta come il documento di fondazione di una nuova poetica, rintracciando i luoghi del consenso e del dissenso nei confronti di Orazio, teorico indiscusso e garante di norme ineludibili. L'inchiesta sul «comico» dantesco si dilata quindi a una ricognizione più generale sui cataloghi delle biblioteche e sui canoni letterari fino al primo Trecento, per ricostruire il tessuto culturale e le attese dei lettori contemporanei, istruiti sugli stessi libri usati dal poeta.
     
     
         
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