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Guido d'Arezzo

Le Opere. Micrologus, Regulae rhytmicae, Prologus in Antiphonarium, Epistola ad Michaelem, Epistola ad archiepiscopum Mediolanensem

Testo latino e italiano

Introduzione, traduzione e commento a cura di Angelo Rusconi

Bros.  pp. LXXXVI-188, € 39
CollanaLa Tradizione Musicale. Studi e testi, 10
SottocollanaLe regole della musica, 01
anno2008
isbn978-88-8450-160-8
Disponibilitàdisponibile
noteSeconda edizione rivista
  
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Per la prima volta riunite in un unico volume e tradotte in italiano, le opere del monaco Guido d'Arezzo sono la preziosa testimonianza di una svolta cruciale nella storia della musica. Oltre a inventare un metodo chiaro per fissare la musica sulla pagina scritta, Guido elabora un nuovo sistema pedagogico per istruire i cantori, ponendo le condizioni per un apprendimento e una trasmissione della musica totalmente diversi rispetto al passato, quando la sola memoria era depositaria dei canti. Nel far questo, egli distingue nettamente la preparazione specifica necessaria a formare un valido cantore dallo studio scientifico del fenomeno sonoro e dalla speculazione filosofico-teologica di ascendenza tardo-antica. Nasce così la moderna concezione della teoria musicale, intesa come l'insieme delle nozioni fondamentali che ciascun musicista deve conoscere per esercitare consapevolmente la propria arte. Il carattere fortemente innovativo della sua pedagogia e di talune posizioni in campo teorico contrasta con il rigoroso conservatorismo che il musico manifesta quando si tratta del linguaggio e della creatività musicale. Per comprendere questa apparente contraddizione è necessario rintracciare le motivazioni profonde che animano l'opera di Guido: le innovazioni pedagogiche sono il mezzo per conservare intatto l'antico canto attribuito a s. Gregorio Magno, sottraendolo alle alterazioni causate dall'imprecisione della notazione e dall'ignoranza dei cantori, ma anche dall'evolversi dello stile e del gusto. La corretta esecuzione del gregoriano e la fedeltà alla tradizione ritenuta autenticamente romana sono espressione dell'adesione appassionata del musico alle esigenze di rinnovamento ecclesiale che percorrono l'Italia del secolo XI. In contatto diretto con esperienze monastiche riformatrici e con vescovi illuminati quali Teodaldo d'Arezzo, Guido s'impegna in prima persona anche fuori dal campo musicale, se, come pare, è da attribuire alla sua mano un'epistola contro la simonia, inclusa in questa edizione, che rivestì grande importanza nella riflessione canonistica medievale.
     
     
         
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